CONDANNATO MARGIOTTA – Un altro scandalo nel PD: Tempa Rossa, petrolio, Basilicata

Oops, ma è lucano? E i TG nazionali non ne parlano …

Gli interessi dei petrolieri su ‪#‎temparossa‬ sono troppo forti e i media vengono messi a tacere!!!

Se poi c’è da infangare l’ultimo consigliere comunale del #m5s, tutti i media pronti a gridare allo scandalo.

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Il senatore Salvatore Margiotta del Pd è stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione per turbativa d’asta e corruzione. Lo riporta l’ANSA:

La Corte d’Appello di Potenza ha condannato a un anno e sei mesi di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici (pena sospesa) il senatore lucano del Pd Salvatore Margiotta, per turbativa d’asta e corruzione in riferimento a un appalto per la costruzione del Centro Oli della Total in Basilicata. In primo grado, al termine del rito abbreviato, il parlamentare era stato assolto “per non aver commesso il fatto”.

Il deputato 5 Stelle Roberto Fico ha fatto sapere tramite Facebook che nella giornata di ieri Margiotta ha rassegnato le dimissioni da vicepresidente della Commissione di Vigilanza RAI, di cui Fico è presidente: “Ieri sono arrivate sul mio tavolo le lettere di dimissioni da vicepresidente e da membro della commissione di vigilanza“, ha scritto Fico.

Nel 2008 il PM Henry John Woodcock aveva condotto un’inchiesta su un presunto “comitato di affari” per gestiretangenti sugli appalti delle estrazioni petrolifere in Basilicata e nell’ordinanza di custodia cautelare dell’epoca,riporta Il Fatto Quotidiano, “il gip di Potenza descriveva un “comitato d’affari” composto da “imprenditori, politici, pubblici funzionari, faccendieri” che aveva “praticamente ‘svenduto’ la terra della Basilicata e le sue ricchezze”, trasformando il petrolio, da “grande occasione di sviluppo” per tutta la regione, in “un’occasione di arricchimento” personale. Secondo l’accusa, alcuni imprenditori avrebbero dato vita ad un’associazione per delinquere, insieme ai manager della Total, una delle società concessionarie delle attivita’ di estrazione petrolifera nella Val d’Agri, per ‘pilotare’ gli appalti relativi al cosiddetto ‘Progetto Tempa Rossa’. Margiotta, in particolare – secondo l’accusa all’epoca sostenuta dal pm Henry Woodcock – aveva fatto valere il suo potere e la sua influenza di parlamentare e di leader regionale del Pd per favorire l’aggiudicazione degli appalti al gruppo capeggiato da Ferrara, in cambio della promessa di 200mila euro“. (Fonte)

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