IL 67% DEGLI ELETTORI DEL PD È CONTRARIO ALL’APPOGGIO DI DENIS VERDINI

I due toscani, Renzi e Verdini, sono su sponde politiche (teoricamente) opposte, ma parlano lo stesso dialetto, hanno in comune un’indole da toscani veraci e si capiscono al volo.

Così hanno deciso di incontrarsi, alla faccia dei metodi nuovi che Renzi vorrebbe inaugurare in politica: rottamatore o salva rottamati??

Peccato che Verdini sia il pluri-inquisito dello scandalo P3, la cricca eversiva che pilotava, tanto per dire, l’eolico in Sardegna e soprattutto puntava a salvare il Lodo Alfano dalle grinfie della Consulta.

Ed è l’uomo che, secondo le accuse, ha massacrato i bilanci della sua banca, il Credito cooperativo fiorentino, con prestiti generosi ad amici, amici degli amici e a se stesso (in veste di editore).

Senza dimenticare la presunta truffa allo Stato sul fronte dei fondi alla stampa (il suo Giornale di Toscana è fallito comunque).

Le intercettazioni parlano chiaro: Verdini non si fa problemi a inciuciare con faccendieri del calibro di Flavio Carboni (già coinvolto nel vecchio crac dell’Ambrosiano) e con condannati per mafia come Marcello Dell’Utri.

Oppure con ex politici sotto processo per rapporti con la camorra come Nicola Cosentino.

Renzi però non fa lo schizzinoso se si tratta di inciuciare con Verdini sulle riforme, magari di fronte a una bella bistecca fiorentina.

Un dato, su tutti: tra gli elettori del Partito democratico il 67% è contrario all’appoggio di Denis Verdini. Se ne deduce, dunque, che il 67% sia contrario alla linea di Matteo Renzi. A questo si aggiunga che il 58% non ha capito le ragioni del conflitto sulla riforma del Senato, su cui maggioranza e minoranza del partito continuano a scornarsi; infine il 53% – dato strettamente correlato a quello precedente – rimprovera al Pd la troppa rissosità. Sono i dati che emergono da un interessante sondaggio condotto da Ipr Marketing per Il Giorno.

Altri partiti:

Forza Italia: il 67% rimprovera agli azzurri il fatto di non aver fatto opposizione a sufficienza; il 60% vuole una “partnership” con la Lega Nord e infine c’è un (pesantissimo) 48% che ritiene che il partito non abbia futuro.

Lega Nord: il 62% vuole l’alleanza con Forza Italia.

M5s, tra i cui elettori il 61% si identifica in una leadership come quella diBeppe Grillo (parecchi, ma le percentuali non sono bulgare, per un leader accentratore come Grillo). Quindi vi è un 56% convinto che Luigi Di Maio sia un buon candidato premier: il 54% ha fiducia nella politica del Movimento; infine vi è un 37% che lamenta un calo di opposizione radicale. (fonte)

Dopo aver usato i voti del NCD di Alfano, ora il PD ingloba altri voti di Silvio col tramite di Verdini (ex braccio destro di Berlusconi): è così difficile comprendere che nello schieramento partitico italiano, sinistra e destra NON ESISTONO???

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