Opportunità professionali: LA TESSERA EUROPEA

II Trattato dell’Unione Europea assicura la libera circolazione dei lavoratori all’interno della Comunità e, in particolare, disciplina il diritto di stabilimento che investe qualsiasi attività di lavoro svolta in regime di non subordinazione e in modo stabile.

Il diritto di stabilimento ricorre nei casi in cui un professionista qualificato intende esercitare la propria professione in uno Stato membro diverso da quello in cui ha ottenuto la qualifica professionale. Tuttavia, poiché ogni Stato membro può subordinare I’accesso a una determinata professione al possesso di una qualifica professionale specifica, che può variare negli Stati a seconda dei rispettivi ordinamenti, la qualifica ottenuta nel proprio stato di origine potrebbe non essere spendibile sul territorio di un altro stato membro. Questo potrebbe costituire un impedimento alla libera circolazione dei professionisti nell’Unione Europea pertanto, sin dagli anni ’70, I’UE ha introdotto norme che regolano il reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali tra gli Stati membri.

La libera prestazione di servizi (novità della direttiva 2005/36/CE rispetto alla precedente disciplina), permette al cittadino di esercitare temporaneamente la propria professione in qualsiasi stato dell’UE, senza necessità di dover ottenere il riconoscimento della propria qualifica professionale. I livelli di qualifica previsti dalla direttiva 2005/36/CE (articolo 11) sono cinque:

a. un attestato di competenza rilasciato da un’autorità competente dello Stato membro d’origine designata ai sensi delle disposizioni legislative, regolamentari o amministrative di tale Stato membro;

b. un certificato che attesti il compimento di un ciclo di studi secondario;

c. un diploma che attesti compimento di una formazione a livello di insegnamento post secondario diverso da quello di cui alle lettere d) ed e) o, nel caso di professione regolamentata, una formazione a struttura particolare inclusa nell’allegato II (alla direttiva in questione);

d. un diploma che attesti il compimento di una formazione a livello di insegnamento post secondario di una durata minima di tre e non superiore a quattro anni impartita presso un’università o un altro istituto che impartisce una formazione di livello equivalente;

e. un diploma attestante un ciclo di studi post secondari della durata di almeno quattro anni presso un’università ovvero un altro istituto equivalente.

Per quanto riguarda il livello di qualifica della categoria, nella direttiva 2005/36/CE non si teneva di conto di alcune normative entrate in vigore in Italia, conseguentemente la stessa veniva elencata, erroneamente, nell’allegato II e quindi, di fatto, con la qualifica “C”.

Per la verità, il D.P.R. n. 328/2001 articolo 55 aveva prodotto un cambiamento in merito all’individuazione della qualifica della categoria.

Infatti, prima dell’entrata in vigore del D.P.R. n. 328/2001, la categoria era nel campo di applicazione della direttiva 92/51/CEE mentre la normativa in questione ha introdotto modifiche tali da farla transitare nel campo di applicazione della direttiva n. 89/48/CEE. Di conseguenza, in ambito nazionale, con il Decreto legislativo n. 277/2003 si sono introdotte le necessarie modifiche sia al decreto legislativo n. 115/1992 di recepimento della direttiva n. 89/48/CEE sia al decreto legislativo n. 319/1994 di recepimento della direttiva n. 92/48/CEE.

II Governo italiano si è attivato per procedere alla correzione dell’errore e con Regolamento n. 1420/2007 della Commissione del 5 dicembre 2007 I’allegato II (della direttiva n. 36/2005/CE) è stato corretto. Di conseguenza la categoria ha il livello di qualifica “D” (regulated profession). La direttiva 2005/36/CE è stata recepita nell’ordinamento italiano con il Decreto Legislativo del 9 novembre 2007, n. 206 che, in linea con le disposizioni e le finalità della direttiva, stabilisce le regole e disciplina le modalità amministrative che assicurano ai cittadini dell’Unione Europea che hanno acquisto una qualifica professionale in un altro Stato membro, la possibilità di accedere ad una professione regolamentata in Italia e di esercitarla con gli stessi diritti previsti dalla normativa nazionale. L’obiettivo del recepimento della direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali è facilitare la mobilità in Europa per I’esercizio della professione, nonché il riconoscimento dei titoli professionali. II decreto legislativo 206/2007 dovrà essere modificato per recepire le novità previste dalla nuova normativa europea (direttiva 2013/55/EU) e tra queste assume particolare rilevanza la tessera professionale europea (EPC).

Il Geometra che intende esercitare la professione in un altro Stato dell’UE e necessita di informazioni, può rivolgersi al punto nazionale di contatto per I’italia rappresentato dalla ‘Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Politiche Europee, Ufficio per la cittadinanza europea, il mercato interno e gli affari generali‘, Largo Chigi 19 Roma, mentre per gli altri Stati membri può consultare il sito web dedicato.

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