VIA LIBERA ALLO STATUTO DEI LAVORATORI AUTONOMI, NUOVE TUTELE PER I PROFESSIONISTI

Un piccolo Statuto dei lavoratori autonomi. Un primo abbozzo di diritti e di welfare per i freelance con partitiva Iva, per i collaboratori ma anche per gli avvocati, gli architetti, gli ingegneri. Un Jobs act per tutto il lavoro autonomo di prima e di seconda generazione con l’eccezione degli autonomi imprenditori, cioè degli artigiani e dei commercianti. Il governo Renzi ha varato un Ddl sul lavoro autonomo che varrà, secondo i numeri forniti da Palazzo Chigi, per oltre due milioni di partite Iva e professionisti, compresi i collaboratori coordinati e continuativi. Quali sono le tutele contenute in questo nuovo provvedimento legislativo?

Purtroppo, NON E’ TUTTO ORO QUELLO CHE LUCCICA, qui un interessante articolo sul VERGOGNOSO DIETRO FRONT PER LA TUTELA DELLA MALATTIA: LE PARTITE IVA NON POSSONO AMMALARSI?

Veniamo al testo proposto (bozza): corsi di formazione e aggiornamento professionale interamente deducibili, maggiori tutele in caso di maternità o malattie, congedi parentali più lunghi e possibilità di accesso ai fondi europei come per i piccoli imprenditori.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo Statuto dei lavoratori autonomi, conosciuto anche come Jobs Act degli autonomi. Come spiegato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, sono stati confermati i contenuti annunciati nei giorni scorsi. Il testo ora dovrà affrontare l’iter per l’approvazione in Parlamento.

Statuto lavoratori autonomi: formazione deducibile al 100%

È prevista la deducibilità totale, fino a 10 mila euro annui, delle spese per l’iscrizione a master, corsi di formazione o aggiornamento professionale e per la partecipazione a convegni e congressi.

Saranno deducibili al 100% le spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità finalizzate all’inserimento o reinserimento del lavoratore autonomo nel mercato del lavoro. In questo caso è stato previsto un tetto dell’agevolazione pari a 5 mila euro all’anno.

Fondi europei e appalti nel Jobs Act degli autonomi

Nell’accesso ai piani operativi regionali (POR) e nazionali finanziati da fondi strutturali europei, i professionisti saranno equiparati alle piccole e medie imprese.

I centri per l’impiego dovranno dotarsi di sportelli dedicati al lavoro autonomo attraverso i quali le Pubbliche Amministrazioni promuoveranno la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici. I requisiti e le procedure previste dai bandi saranno adattati con questo obiettivo.

Maternità e congedi parentali con lo Statuto dei lavoratori autonomi

Tutte le professioniste e le lavoratrici autonome potranno ricevere l’assegno di maternità indipendentemente dalla reale astensione dal lavoro. L’assegno coprirà i due mesi precedenti e i tre successivi al parto, ma in questo periodo si potrà comunque lavorare ed emettere fattura senza perdere il corrispettivo della maternità. La disposizione è stata studiata per equiparare le lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata dell’Inps alle professioniste appartenenti ad altre Casse di previdenza di categoria, che già prevedono questa possibilità.

I professionisti, genitori di bambini nati a partire dal 1° gennaio 2016, potranno usufruire di un congedo parentale della durata di sei mesi entro i primi tre anni di vita del bambino.

Gravidanza, malattia e infortunio di professionisti e lavoratori autonomi

In caso di gravidanza, malattia e infortunio di un lavoratore autonomo che presta la sua attività in via continuativa per un committente, scatterà la sospensione del rapporto di lavoro fino a 150 giorni, senza diritto al corrispettivo.

Nel caso in cui la malattia o l’infortunio siano tali da impedire lo svolgimento dell’attività lavorativa per oltre 60 giorni, si potrà sospendere il pagamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi per l’intera durata della malattia e dell’infortunio fino ad un massimo di 2 anni.

I periodi di malattia certificata come conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche, saranno equiparati alla degenza ospedaliera.

Jobs Act autonomi e tempi di pagamento

Saranno considerate abusive le clausole contrattuali con cui le parti concordano tempi di pagamento superiori a sessanta giorni dal momento in cui il committente riceve la fattura. Il committente non potrà inoltre modificare in modo unilaterale le condizioni contrattuali o recedere dal contratto senza un congruo preavviso. In tutti questi casi, il professionista avrà diritto al risarcimento dei danni.

Lavoro agile

Il testo regola anche il lavoro agile. Non si tratta di una nuova tipologia contrattuale, ma di una modalità flessibile di svolgimento del rapporto di lavoro subordinato per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

La prestazione di lavoro subordinato potrà essere eseguita in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.

Sono previsti lo stesso trattamento economico, le stesse garanzie in materia di sicurezza e gli stessi incentivi applicati a chi svolge le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda.

A detta del Colap, Coordinamento libere associazioni professionali, lo Statuto è migliorabile e potrebbe fare di più. L’allargamento delle tutele è considerato ottimo, ma bisognerebbe aggiungere una sorta di incoraggiamento ad aprire Partita Iva e, per il cliente, a rivolgersi ai servizi professionali. Nel nuovo testo, propone il presidente Emiliana Alessandrucci, si potrebbero inserire incentivi per le nuove partite iva, opzione di riduzione delle aliquote contributive per i primi anni di attività e possibilità di deducibilità delle fatture anche dei professionisti associativi.

Un piccolo sunto:

1) Lavoro agile: il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto a ricevere un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato ai suol colleghi che svolgono le stesse mansioni all’interno dell’azienda, e a beneficiare anche degli incentivi fiscali sul premio di produttività. L’accordo deve essere stipulato per iscritto.

2) Maternità e malattia: le lavoratrici iscritte alla gestione separata Inps hanno diritto all’indennità di maternità, continuandoa lavorare. Sempre gli iscritti alla gestione separata possono usufruire dei congedi parentali per massimo di sei mesi entro i primi tre anni del bambino. In caso di gravidanza, malattia e infortunio il rapporto di impiego non si estingue ma rimane sospeso, senza retribuzione, per un periodo massimo di 150 giorni.

3) Infortuni: in caso di malattia e di infortunio di gravità tale da impedire lo svolgimento dell’attività lavorativa per oltre 60 giorni il versamento di contributi previdenziali e premi assicurativi è sospeso per l’intera durata della malattia e infortunio fino un massimo di due anni, decorsi i quali il lavoratore è tenuto a versare i contributi e premi sospesi in un numero di rate mensili pari a tre volte i mesi di stop.

4) Spese per formazione: il Ddl sul lavoro autonomo eleva al 100% la deducibilità delle spese, entro un limite annuo di 10 mila euro, per la partecipazione a convegni, congressi e corsi di aggiornamento professionale. Si prevede anche l’integrale deducibilità delle spese per i servizi di ricollocazione (presso centri per l’impiego e agenzie privati dovrà esserci uno sportello dedicato agli autonomi).

5) Pagamenti: Partite Iva e professionisti potranno dedurre fiscalmente gli oneri sostenuti per la garanzia contro il rischio di insolvenza. L’incentivo fiscale si applica alle spese per il pagamento di premi per polizze assicurative facoltative contro il rischio di mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo (tali spese si distinguono da quelle per l’assicurazione obbligatori peri danni).

6) Clausole abusive: Sono prive di effetto le clausole che attribuiscono al committente la facoltà di modificare unilateralmente le condizioni del contratto (compreso il recesso). Sono nulle anche le clausole che stabiliscono termini di pagamento delle prestazioni superiori a 60 giorni dalla fattura. Il rifiuto del committente di stipulare il contratto in forma scritta si considera abusivo.

Fonte1, Fonte2, Fonte3, Fonte4

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